Il gioco d’azzardo ripudiato da tutti

Da Nord a Sud, da Est ad Ovest… non esistono quasi Comuni che non abbiano intrapreso, o che stiano per intraprendere, azioni “forti” contro il mondo del gioco d’azzardo. E questo nonostante a breve vi sarà l’attuazione dell’art.14 della Delega Fiscale che potrebbe fare chiarezza sui poteri delle Amministrazioni locali in materia di gioco. Sul territorio di tutta la nostra Penisola ormai non si contano più le azioni intraprese per limitare le aperture delle sale da gioco, l’installazione delle “famigerate macchinette” slot machine e “condizionare” gli orari di apertura delle sale: praticamente, si vuole arrivare a togliere “il divertimento” dalla vita di tantissimi cittadini che in “quello” vedono una forma di rilassamento e di “ricarica” per affrontare il quotidiano.

Ogni Sindaco ed ogni Comune “dice la sua” in merito a questo mondo, approfittando che non esistono ancora a livello nazionale normative dettagliate che possano essere prese come riferimento “ugualmente” in ogni Regione. Così “chi si sveglia prima” emette regolamenti e restrizioni che, dietro la “malcelata” salvaguardia del territorio, mettono in atto soltanto una stregua battaglia al gioco pubblico. In ogni Regione, differentemente, il “gioco lecito” può fare questo o quello… ma lo scopo finale è la “cancellazione” del settore, ivi comprese le aziende produttrici, i distributori, i concessionari ed a cascata anche di tutti i dipendenti che “stazionano” in questo mondo. Ma perchè? Avranno alla fine vinto i benpensanti e moralisti? Oppure il nostro Stato non riesce a tutelare quel comparto dal quale ha da tanti anni attinto risorse finanziarie? Ai posteri….

Leggi ingarbugliate sul gioco d’azzardo

La Legge Delega, che avrebbe dovuto dare stabilità al settore del gioco d’azzardo, sta creando sempre più paura e confusione agli operatori che sperano vengano sciolti i troppi punti interrogativi che in essa stazionano e che stanno veramente creando un “clima rovente” in tutto il mondo-gioco. Siamo ormai agli sgoccioli e tra qualche giorno… finalmente il settore vedrà la luce! Tanti davvero sono i “nodi” da sciogliere e si spera che la stesura definitiva dell’attesissima legge metta un punto fermo su tutto, anche rispetto al versamento dei “famosi 500 milioni” di euro imposti dalla Legge di Stabilità ed impugnato dagli operatori. E che dire del comparto del poker live, mai presente in nessuna stesura ma sul quale la Legge si dovrà in ogni caso esprimere se si vorrà davvero attuare una riforma del mondo del gioco?

La matassa è “ingarbugliata”, le idee pure, gli operatori in allarme: tanta carne al fuoco e pochi giorni ancora di attesa. Speriamo che “le menti alle quali questa matassa è stata affidata” abbiano facoltà divinatorie e riescano con un colpo di bacchetta magica ad “arrotolare” per bene il filo di questa grande matassa che si chiama gioco pubblico. La fiducia è tanta, anche perchè di parole ne sono state sprecate tante… ed ora ci si aspettano dei “fatti”, possibilmente positivi, per dare la possibilità a questo settore di sopravvivere ed entrare di diritto nella “società” visto che a questa società in tanti anni il settore ha dato e creato tanto. Il nostro caro Erario ne sa certamente qualcosa!

Il gioco d’azzardo e l’illegalità

L’attuale ordinamento ha consentito un proliferare del gioco d’azzardo con apertura di sale da gioco ed esercizi che ospitano le “famigerate slot machine”, le videolottery e le sale scommesse, assegnando all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la gestione del gioco pubblico, la verifica della regolarità degli adempimenti necessari ed il controllo di tutti gli operatori legittimati ad operare: attorno a ciò gravita un ingente movimento di danaro che, naturalmente, ha attirato l’attenzione della malavita e dell’illegalità che ha intravisto in questo business la possibilità di riciclare il danaro “sporco”. La carenza poi di normative nazionali ha messo in condizione gli Amministratori locali, che sono demandati al rilascio di autorizzazioni relative anche a questo settore, di essere sottoposti a “particolari pressioni” per il rilascio di licenze che…andrebbero a coprire esercizi in mano al malaffare.

Il grosso giro di danaro che investe il mercato del gioco d’azzardo ha reso questo settore particolarmente attraente per le organizzazioni criminali di stampo mafioso, particolarmente per la camorra e la ‘ndrangheta ed in relazione a tutto questo fanno bene a nascere iniziative con lo scopo di controllare capillarmente il mercato ed a tenere sotto controllo gli esercizi che, con sotterfugio, riescono a svolgere la propria attività a dispetto della legge. Questi esercizi non sono come le sale da gioco “autorizzate”, non hanno assolutamente tutela per i giocatori e non danno neppure la certezza di incassare le “agognate vincite”. Giusto che i cittadini questo lo sappiano e non si facciano attrarre da facili “affari”… potrebbero uscirne con le ossa rotte!

Il rischio del gioco d’azzardo

Non vi è dubbio che il settore del divertimento da qualche tempo venga preso di mira da vari aumenti che potrebbero essere contenuti nella Delega Fiscale, anche se non sono ancora stati confermati dal Governo. L’esperienza insegna che quando si parla del mondo del gioco d’azzardo non ci siano limiti alla “fantasia dei nostri tecnici economisti” e quando il nostro Esecutivo non sa dove andare a “cogliere” per trarre utili… immancabilmente si rivolge al settore dell’amusement! Certo che l’impatto con ulteriori aumenti della tassazione attuale sarebbe devastante ed, a cascata, avrebbe delle ricadute “importanti” per tante, tantissime aziende.

Onestamente, il “filo” sul quale il mondo-gioco cammina è talmente sottile che rischia inevitabilmente di rompersi e di portare il settore del gioco lecito diritto, diritto nelle braccia del settore illecito, già prosperoso, privo di regole, di tasse, di oneri e privo di obblighi… Si spera che ciò non accada se non si vuole fare un notevole “passo indietro nel tempo” e se non si vorrà far terminare anche la presenza di tante sale da intrattenimento, ivi comprese le Fec (Family Entertainment Center), ormai diffuse in tutta Italia che svolgono un ruolo importante nell’intrattenere famiglie e ragazzi di tutte le età. L’aumento della tassazione sui comma 7 che si attende con paura , per lo Stato non avrebbe tanto risalto a livello di introiti, mentre per il mondo degli operatori sarebbe veramente “una disgrazia” ed un danno incredibile poiché ormai tutto il settore è al “limite” per la sopportazione delle tasse già in essere.