Il gioco d’azzardo che finanzia la disabilità

gioco d'azzardo e solidarietà

In questi giorni si sta parlando parecchio del gioco, dei casino affidabili legali e delle risorse che porta nelle casse dell’Erario che potrebbero essere usate a livello sociale. Si dibatte su questo perché una buona parte di cittadini (benpensanti) non può pensare di usare gli introiti dal “male di tutti i mali”… per fare del bene. Si sono spesi fiumi di parole su questo argomento, ma ancora oggi c’è qualche reticenza per poter accettare che il gioco possa entrare nel sociale, nell’arte, nella sanità. Bisognerebbe proprio sgomberare le menti dalle “nuvole del perbenismo e della falsa moralità” per accettare qualcosa che può migliorare parecchi settori, alcuni dei quali completamente non assistiti e non attenzionati.

Anche di scuola si parla tanto, sopratutto relativamente all’approvazione di tantissime norme relative al campo della formazione del personale e della integrazione appunto di bambini con disabilità. I casino autorizzati dalla legge in Italia stanno cercando il modo migliore per porre a fianco di questi ragazzi personale “specializzato”, perfettamente formato per questo tipo di problematiche difficili da gestire se non si è preparati con corsi specifici. Una nuova interrogazione alla Camera dei Deputati chiede al Ministro dell’Istruzione in che modo intenda verificare se le scuole stiano realmente “favorendo l’inserimento e l’integrazione di studenti con disabilità di varia entità”. Per questo si può pensare di usare le risorse discendenti dal nuovo tipo di tassazione sul gioco per studiare corsi di specializzazioni indirizzati proprio alla disabilità: ve ne è bisogno assoluto ed è un campo della sanità sempre stato carente. Il gioco può fare qualcosa per questo ed anche presto.