Il gioco d’azzardo ripudiato da tutti

Da Nord a Sud, da Est ad Ovest… non esistono quasi Comuni che non abbiano intrapreso, o che stiano per intraprendere, azioni “forti” contro il mondo del gioco d’azzardo. E questo nonostante a breve vi sarà l’attuazione dell’art.14 della Delega Fiscale che potrebbe fare chiarezza sui poteri delle Amministrazioni locali in materia di gioco. Sul territorio di tutta la nostra Penisola ormai non si contano più le azioni intraprese per limitare le aperture delle sale da gioco, l’installazione delle “famigerate macchinette” slot machine e “condizionare” gli orari di apertura delle sale: praticamente, si vuole arrivare a togliere “il divertimento” dalla vita di tantissimi cittadini che in “quello” vedono una forma di rilassamento e di “ricarica” per affrontare il quotidiano.

Ogni Sindaco ed ogni Comune “dice la sua” in merito a questo mondo, approfittando che non esistono ancora a livello nazionale normative dettagliate che possano essere prese come riferimento “ugualmente” in ogni Regione. Così “chi si sveglia prima” emette regolamenti e restrizioni che, dietro la “malcelata” salvaguardia del territorio, mettono in atto soltanto una stregua battaglia al gioco pubblico. In ogni Regione, differentemente, il “gioco lecito” può fare questo o quello… ma lo scopo finale è la “cancellazione” del settore, ivi comprese le aziende produttrici, i distributori, i concessionari ed a cascata anche di tutti i dipendenti che “stazionano” in questo mondo. Ma perchè? Avranno alla fine vinto i benpensanti e moralisti? Oppure il nostro Stato non riesce a tutelare quel comparto dal quale ha da tanti anni attinto risorse finanziarie? Ai posteri….